USA concede tariffe più basse su alcuni farmaci provenienti dal Regno Unito grazie a nuovo accordo commerciale

L’amministrazione statunitense ha annunciato una riduzione dei dazi doganali al 20% per alcune medicine e materie prime farmaceutiche prodotte negli Stati Uniti, grazie a un’iniziativa che mira a promuovere la produzione locale. Tuttavia, i farmaci provenienti dal Regno Unito saranno esenti da questi dazi, grazie a un recente accordo commerciale tra USA e Regno Unito firmato a dicembre. Questo accordo, il primo nel suo genere, garantisce al Regno Unito un tasso di dazio pari a zero per le esportazioni farmaceutiche verso gli Stati Uniti. Ciò migliorerà l’accesso a nuovi trattamenti per migliaia di pazienti del sistema sanitario britannico (NHS). Il presidente Trump aveva inizialmente imposto un dazio del 100% su farmaci e ingredienti brevettati, come parte di una politica annunciata nel settembre 2025. Questa misura ha spinto molte grandi aziende a investire negli Stati Uniti, tra cui Johnson & Johnson, che ha stanziato 1 miliardo di dollari per una nuova struttura di produzione di terapie cellulari in Pennsylvania. Un altro esempio è CSL, che ha annunciato un investimento di 1,5 miliardi di dollari per ampliare le sue capacità produttive in Illinois. Bright Path, un produttore statunitense, ha accolto con favore la decisione del presidente Trump, definendola un segnale forte sull’impegno dell’America a produrre autonomamente i propri medicinali. Secondo l’accordo, le aziende che spostano la produzione negli USA potranno beneficiare di un dazio ridotto al 20%. Altri paesi, come quelli dell’UE, Giappone, Corea del Sud, Svizzera e Liechtenstein, dovranno pagare un dazio del 15%. La misura entrerà in vigore tra 120 giorni per le grandi aziende e tra 180 giorni per le piccole imprese, con decorrenza ufficiale dal 31 luglio. Tuttavia, alcune associazioni di settore, come la PhRMA e la BIO, hanno espresso preoccupazione, sostenendo che questi dazi potrebbero aumentare i costi e ostacolare gli investimenti nel settore farmaceutico statunitense, soprattutto per le piccole e medie imprese biotecnologiche, che faticano a sostenere i costi elevati e i tempi lunghi dello sviluppo di nuovi farmaci.

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