Un giudice federale di New York ha stabilito che Johnson & Johnson può continuare a pubblicizzare i risultati di uno studio che confronta il suo farmaco Erleada con un altro farmaco per il cancro alla prostata, Nubeqa, prodotto da Bayer. A febbraio, Bayer aveva denunciato Johnson & Johnson, accusandola di aver lanciato una campagna pubblicitaria falsa contro Nubeqa, sostenendo che il proprio farmaco fosse superiore. Secondo Bayer, Johnson & Johnson avrebbe diffuso dati non corretti per promuovere Erleada rispetto a Nubeqa. In particolare, Johnson & Johnson aveva pubblicato i risultati di un’analisi retrospettiva su pazienti con cancro alla prostata metastatico sensibile alla castrazione. Lo studio, basato su dati clinici statunitensi, suggeriva che i pazienti trattati con Erleada avessero una probabilità di sopravvivenza del 51% maggiore rispetto a quelli trattati con Nubeqa dopo 24 mesi. A quel punto, il 92% dei pazienti trattati con Erleada era ancora in vita, contro circa l’86% di quelli trattati con Nubeqa. Bayer aveva criticato lo studio, definendolo «scientificamente sbagliato» e in grado di fuorviare medici e pazienti. Tuttavia, il giudice Dale Ho ha respinto la richiesta di Bayer di bloccare la diffusione di questi dati, affermando che lo studio era metodologicamente corretto e che le conclusioni di Johnson & Johnson erano accurate. Il giudice ha spiegato che le scelte metodologiche dello studio rientrano nelle pratiche accettate dalla comunità scientifica. Johnson & Johnson ha accolto favorevolmente la decisione, sottolineando che questo risultato favorisce la libera circolazione di dati scientifici utili per i pazienti. Bayer, invece, ha dichiarato che la sentenza è solo un primo passo e che durante il processo cercherà di dimostrare i difetti metodologici dello studio presentando nuove prove. L’azienda tedesca continuerà a sostenere che le affermazioni di superiorità di Johnson & Johnson sono false e fuorvianti, con l’obiettivo di aumentare le vendite in un mercato sempre più competitivo.