Chiesi presenta all’Europa due nuovi inalatori a basso impatto ambientale per asma e BPCO

La Chiesi Farmaceutici ha fatto un importante passo avanti nel suo progetto per ridurre l’impatto ambientale degli inalatori per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), presentando all’Agenzia europea del farmaco (EMA) le richieste di approvazione per due nuovi inalatori metered-dose pressurizzati (pMDI) a basso contenuto di carbonio. Questi nuovi dispositivi utilizzano come propellente il HFA-152a, un gas che sostituisce l’HFA-134a attualmente impiegato, con una riduzione fino al 90% dell’impronta di carbonio. I due farmaci coinvolti sono Fostair® (beclometasone e formoterolo) e Trimbow® (beclometasone, formoterolo e glicopirronio), entrambi usati per il trattamento dell’asma e della BPCO. L’obiettivo di Chiesi è passare completamente all’HFA-152a entro il 2035, contribuendo così a decarbonizzare le cure respiratorie senza compromettere l’accesso dei pazienti a questi trattamenti fondamentali. Nel luglio 2026, il Regno Unito ha già approvato il primo pMDI a base di beclometasone con HFA-152a, segnando un traguardo importante. Il nuovo propellente, HFA-152a, è considerato non tossico per lo strato di ozono e ha un basso potenziale di riscaldamento globale (GWP), oltre a non contenere sostanze PFAS (sostanze perfluoroalchiliche). Secondo Ralph Blom, General Manager di Chiesi UK e Irlanda, questa innovazione permette di tutelare sia i pazienti che l’ambiente, garantendo continuità terapeutica senza rinunciare a scelte flessibili. In Europa, il Trimbow® è attualmente in valutazione centralizzata presso l’EMA, mentre il Fostair® è in fase di revisione in diversi paesi, con la Germania (BfArM) come riferimento principale.

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