Questo mese si sta rivelando molto movimentato per il settore farmaceutico e biotecnologico, con due importanti società, Seaport Therapeutics e Hemab Therapeutics, che si preparano a quotarsi in Borsa con altrettanti aumenti di capitale (IPO). Questo significa che offriranno azioni al pubblico per raccogliere fondi da investire nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci.
Seaport Therapeutics, che si occupa di terapie per disturbi neuropsichiatrici, ha annunciato di voler offrire 11,8 milioni di azioni a un prezzo compreso tra i 16 e i 18 dollari ciascuna, sulla piattaforma Nasdaq. Se il prezzo si stabilirà a metà della fascia indicata, la società prevede di raccogliere circa 183,5 milioni di dollari, cifra che potrebbe aumentare fino a 27,9 milioni in più grazie a un’opzione degli underwriter (intermediari finanziari che gestiscono l’IPO).
Anche Hemab Therapeutics, specializzata nello sviluppo di trattamenti per i disturbi della coagulazione del sangue, ha annunciato contemporaneamente la sua IPO. L’azienda offrirà 11,7 milioni di azioni a un prezzo compreso tra i 16 e i 18 dollari ciascuna, con l’obiettivo di raccogliere circa 180,3 milioni di dollari se il prezzo si assesterà al centro della fascia indicata.
Tra le due società, Seaport è quella che sta suscitando maggiore interesse per il suo farmaco sperimentale GlyphAllo (chiamato anche SPT-300), in fase di sviluppo per il trattamento del disturbo depressivo maggiore (MDD). Questo farmaco è un pro-farmaco orale dell’allopregnanolone, una sostanza derivata dal progesterone, già utilizzata in una forma sintetica per la depressione post-parto con il nome commerciale Zulresso. La differenza principale di GlyphAllo è che sfrutta una piattaforma chiamata Glyph, sviluppata da Seaport, che supera i limiti di assorbimento e metabolismo di primo passaggio che spesso ostacolano i farmaci per i disturbi neuropsichiatrici. In particolare, questa tecnologia sfrutta il sistema linfatico per trasportare il farmaco senza passare dal fegato, riducendo così il rischio di tossicità epatica.
Circa 121 milioni dei fondi raccolti con l’IPO serviranno per finanziare la sperimentazione di fase IIb del GlyphAllo e portarlo fino alla fase III. I restanti fondi saranno utilizzati per sviluppare altri due farmaci della pipeline di Seaport: GlyphAgo (SPT-320), in studio per il disturbo d’ansia generalizzato, e Glyph2BLSD (SPT-348), attualmente in valutazione per diversi disturbi neuropsichiatrici.
Finora, Seaport ha già raccolto 325 milioni di dollari in finanziamenti e vanta un team di esperti nel settore delle neuroscienze, tra cui Daphne Zohar, co-fondatrice di Karuna Therapeutics e attuale CEO di Seaport. Proprio Karuna è stata acquisita da Bristol Myers Squibb per 14 miliardi di dollari nel marzo 2024, un segnale della fiducia degli investitori nel settore.
Anche Hemab punta molto su un farmaco chiamato sutacimig (o HMB-001), un anticorpo bispecifico in fase di sperimentazione clinica per il trattamento dei disturbi emorragici. In particolare, il farmaco è in studio per due trial clinici: uno di fase I/II per la prevenzione delle emorragie nella trombastenia di Glanzmann (NCT06211634) e un altro di fase II per la prevenzione delle emorragie nella carenza di Fattore VII (NCT07347249). Circa 120 milioni dei fondi raccolti con l’IPO saranno destinati allo sviluppo clinico di sutacimig per queste due patologie.
Un altro 60 milioni serviranno per avanzare nello sviluppo clinico di HMB-002, un anticorpo monovalente in fase I/II per la prevenzione sottocutanea della malattia di von Willebrand. Circa la metà di questa somma sarà utilizzata per identificare nuovi candidati farmacologici.
Al momento dell’IPO, Hemab aveva già a disposizione 185,5 milioni di dollari in cassa e, dal 2021, ha raccolto complessivamente 347 milioni di dollari in finanziamenti.
Queste due IPO si aggiungono a un anno già molto positivo per il settore biotech, con altre importanti operazioni come quella di Kailera Therapeutics, specializzata in obesità, che ha raccolto 625 milioni di dollari in una delle più grandi IPO del settore. Anche Eikon Therapeutics e Akis Oncology hanno ottenuto risultati notevoli a gennaio, raccogliendo rispettivamente 381 e 318 milioni di dollari.
Questi dati sembrano indicare che il settore biotech sta riuscendo a superare le sfide poste dalle politiche macroeconomiche negli Stati Uniti. Tuttavia, sarà necessario attendere per capire se questa tendenza positiva continuerà anche nella seconda parte dell’anno, dopo il periodo di siccità registrato nel 2025.