Nuovo metodo per controllare gli additivi nelle plastiche usate nei farmaci

La Commissione della Farmacopea Europea (Ph. Eur.) ha introdotto un nuovo capitolo generale, il 2.5.46, che semplifica il controllo degli additivi nelle plastiche utilizzate per i contenitori dei medicinali. Questo metodo, basato sulla cromatografia liquida ad alta prestazione con rilevamento UV (HPLC-UV), permette di identificare e misurare contemporaneamente sette diversi antiossidanti presenti nelle plastiche. Prima di questa novità, per ogni sostanza era necessario un metodo di analisi distinto, rendendo i controlli più complessi e dispendiosi. Con la nuova procedura, invece, è possibile eseguire un’unica analisi per tutti gli additivi, riducendo i tempi, i costi e l’uso di reagenti chimici, a beneficio sia delle aziende che dell’ambiente. Questo cambiamento aiuterà a garantire che i materiali plastici usati per confezionare i farmaci siano sicuri e rispettino gli standard di qualità più elevati. Il nuovo metodo entrerà in vigore il 1 luglio 2027 e sarà applicato a diversi tipi di plastiche già regolamentate dalla Ph. Eur., come il polietilene, il polipropilene e il polietilene-vinil acetato, usati per contenitori di preparazioni iniettabili, oftalmiche o per nutrizione parenterale totale. Questo aggiornamento fa parte di una serie di iniziative della Ph. Eur. per modernizzare i controlli sui materiali di confezionamento dei farmaci, tra cui anche la revisione di altri capitoli generali e monografie sui metodi analitici per rilevare impurezze come l’etilenglicole e il dietilenglicole.

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