Connecta Therapeutics avvia una sperimentazione clinica di fase IIa per CTH120 nel trattamento della sindrome dell’X fragile

Connecta Therapeutics ha avviato una sperimentazione clinica di fase IIa per testare CTH120, un nuovo farmaco sviluppato per il trattamento della sindrome dell’X fragile negli uomini adulti. CTH120 è un farmaco innovativo che agisce su una proteina chiamata TrkB, fondamentale per la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di adattarsi e modificarsi. Questo meccanismo è spesso alterato nella sindrome dell’X fragile, che è la principale causa ereditaria di disabilità intellettiva, colpendo circa 3 persone ogni 10.000.

Jordi Fàbrega, cofondatore e amministratore delegato di Connecta Therapeutics, ha dichiarato: “L’inizio di questa sperimentazione di fase IIa rappresenta un traguardo importante per la nostra azienda. Basandoci sui dati incoraggianti ottenuti nella fase I, questa ricerca mira a valutare ulteriormente la sicurezza e la tollerabilità di CTH120, oltre a raccogliere informazioni preziose sul suo possibile beneficio terapeutico nel modulare i percorsi che causano alterazioni della funzione neuronale nella sindrome dell’X fragile.”

Lo studio, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, coinvolgerà 30 uomini adulti di età compresa tra i 18 e i 45 anni, che saranno divisi in due gruppi: uno riceverà CTH120 due volte al giorno, l’altro un placebo. L’obiettivo principale è valutare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco, mentre gli obiettivi secondari includono lo studio della sua distribuzione nell’organismo (farmacocinetica) e la sua efficacia clinica.

Il dottor Rafael de la Torre Fornell, Investigatore principale e coordinatore dello studio presso l’Istituto di Ricerca dell’Ospedale del Mar di Barcellona, ha aggiunto: “La sindrome dell’X fragile ha un impatto profondo sulle funzioni cognitive e comportamentali, compromettendo gravemente la qualità di vita delle persone che ne soffrono e delle loro famiglie. Attualmente non esistono trattamenti approvati in grado di modificare il decorso della malattia, quindi questa sperimentazione rappresenta un’opportunità importante per valutare un nuovo meccanismo d’azione e avanzare nella comprensione clinica di questa condizione cronica.”

Lo studio si svolgerà presso l’Istituto di Ricerca dell’Ospedale del Mar di Barcellona e la Fondazione Parc Taulí di Sabadell. Inoltre, sotto la guida di Mara Dierssen del Centro di Regolazione Genomica, contribuirà anche alla ricerca di nuovi biomarcatori utili per la diagnosi e il monitoraggio della malattia.

La sperimentazione è stata autorizzata dall’Agenzia Spagnola dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari (AEMPS) ed è finanziata dal Ministero Spagnolo della Scienza, Innovazione e Università e dal programma NextGeneration EU dell’Unione Europea.

Torna in alto